Abusi edilizi a Folgaria, la nostra replica ai coniugi Rech

Leggo senza particolare sorpresa le esternazioni dei coniugi Rech circa la paradossale situazione creatasi in quel di Folgaria. È grottesco che chi è stato individuato dal Comune come “responsabile dell’abuso” possa impartire lezioni e trovi lo spazio per farlo.

Personalmente ho posto una serie di domande che non derivano da interpretazioni ma dalla lettura degli atti amministrativi e giudiziari. Non servono verifiche ulteriori dato che queste sono state effettuate sia dal Comune di Folgaria che dal Tribunale e tutte sono giunte alle medesime conclusioni.

La famiglia Rech parla di “difformità urbanistica” che, purtroppo, secondo il Comune “costituisce un’opera abusiva”. Questo è il termine corretto. Probabilmente gli avvocati della famiglia Rech non hanno fornito le sentenze del Tar ai due coniugi che quindi immagino scrivano per sentito dire. Le sentenze però sono facilmente reperibili perché pubbliche e chi vuole realmente informarsi lo può fare senza dipendere da chi ha spacciato una struttura in calcestruzzo armato come un manufatto “amovibile”.

Dalle sentenze emerge chiaramente che l’adozione delle ordinanze di demolizione costituisce un atto dovuto! Infatti, per esempio, nonostante il progettista avesse dichiarato che la struttura sarebbe stata realizzata con muratura perimetrale portante in legno, si è usato il calcestruzzo armato. Anche un profano capisce che l’uso del calcestruzzo armato anziché del legno determina un radicale contrasto con le norme. L’aver poi cercato di far passare un edificio in calcestruzzo come “amovibile” (secondo questa simpatica interpretazione anche le fortezze dell’Altopiano sarebbero “temporanee”) inquadra bene la vicenda anche dal punto di vista politico e definisce nitidamente l’arroganza con cui, nel totale silenzio della Provincia, gli interessati si rapportano con il proprio Municipio.

Quanto all’agibilità, il provvedimento del Comune datato 7 marzo ha sancito la sospensione del procedimento di rilascio. Alla data del 23 dicembre non risultavano novità su questo fronte; quindi rimane da capire come un’attività commerciale potesse svolgersi nei locali coinvolti. Non si capisce cosa abbiano a che fare con gli abusi il Centro fondo e il locale di Passo Coe ma, quando l’obiettivo è la disinformazione, tutto torna utile.

Purtroppo per qualcuno, stavolta il M5s ha voluto vedere le carte, e le carte raccontano una storia diversa da quella favoleggiata dalla famiglia Rech. Nel caso il Sindaco, di fronte a una simile sfrontatezza, si piegasse alle pretese dei Rech, nonostante le aspettative, toccherà allinearci al giudizio già tracciato da Questotrentino. Al Primo cittadino invece, esaurite le facce e la credibilità, non rimarrebbe che fare le valige.

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L’articolo pubblicato dal quotidiano Trentino in data 29 dicembre 2017

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La nostra replica ai coniugi Rech – Trentino, 24 dicembre 2017


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