Disdetta dei contratti integrativi delle partecipate. Di fallimento in fallimento verso il 2018

L’inadeguatezza di chi governa la Provincia si rende ancor più evidente oggi con la disdetta dei contratti integrativi per i dipendenti delle società provinciali.
Come al solito tutto era partito con grandi proclami e con intenti bellicosi.
La promessa era quella di
eliminare i privilegi e ricondurre la giungla dei contratti esistenti ad uno unico che garantisse equità e ragionevolezza. Il fine era ovviamente meritorio. Ma per imprese difficili servono competenze, capacità e volontà.
Visti i risultati è facile dedurre che manchino tutte e tre.
Dopo aver abbandonato l’idea del contratto unico tanto sbandierato,
la Provincia con un atto di imperio decide unilateralmente di eliminare per tutti il contratto integrativo. In barba all’equità, si opera con tagli lineari in un ordine tra il 10 e il 20% per tutti.
Da una parte i privilegiati che rimarranno tali come ormai consueto in questa Provincia:
dirigenti numerosi e superpagati, beneficiari del sontuoso contratto del credito e di trattamenti individuali di incomprensibile origine. Dall’altra i metalmeccanici e tutti quelli che nel passato non hanno approfittato delle attenzioni della politica.
Dopo il fallimento della razionalizzazione delle partecipazioni, dopo il fallimento del Centro Servizi Condiviso, dopo il fallimento del contratto unico, un
altro disastro di cui fregiarsi per la maggioranza PD-PATT-UPT.
Per chiarire la portata del problema abbiamo deciso di presentare l’allegata interrogazione.


DETTAGLI DELL’INIZIATIVA

Segui l’iter dell’interrogazione dal sito della Provincia >>> cliccando qui <<<
Leggi la notizia sul sito ufficiale del Movimento 5 Stelle >>> cliccando qui <<<
Scarica il testo dell’interrogazione n. 5124/XV >>> cliccando qui <<<
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