Ostetricia nell’Alto Garda. Il cinismo del direttore sanitario dell’Ospedale di Arco

Ospedale di Arco

Di fronte al parto in ambulanza senza assistenza medica con complicazioni fortunatamente non gravi (leggi qui), il direttore sanitario dell’Ospedale di Arco dimostra il cinismo proprio dei burocrati affermando che “non ci sono stati problemi nemmeno in questa situazione”. Con tono sarcastico si spinge ad affermare che “succedono parti anche in taxi. Chissà se fosse stata sua moglie a partorire a bordo strada senza medico cosa avrebbe detto…

La situazione ostetrica dell’ospedale di Arco sarebbe da riorganizzare per evitare casi paradossali come questo. Oggi le future mamme che si presentano al Pronto soccorso vengono trasferite senza assistenza del medico ostetrico a Trento oppure per una consulenza a Rovereto. Eppure ad Arco, dopo la chiusura del Punto nascite sono rimasti in servizio con il primario 4 medici ostetrici ginecologi mentre un quinto è stato relegato al Consultorio.

I vertici aziendali per dare l’impressione di un intenso lavoro hanno inventato la reperibilità solo per la Procreazione Medicalmente Assistita. Il caso del 10 dicembre evidenzia che i ginecologi reperibili non intervengono in caso di parti imminenti e neppure in caso di consulenze urgenti. Forse l’azienda ritiene più sicuro far partorire le donne a bordo strada piuttosto che affidarle ai ginecologi reperibili dell’ospedale di Arco?

Visto che l’ospedale c’è, funziona ed è un punto di riferimento per migliaia di cittadini e ospiti, ma soprattutto, visto che anche i professionisti ci sono, è il caso di utilizzarli quando e dove serve.


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