Parto indolore, M5s non più solo a denunciare i ritardi trentini

Abbiamo letto e favorevolmente accolto le parole della dott.ssa Simonetta Fedrizzi, presidente della Commissione Pari Opportunità, in merito alla presenza di gravi ritardi nella diffusione del parto indolore sul territorio provinciale. Afferma senz’altro il vero sulla scorta delle disposizioni contenute nella Legge Provinciale 16/2000 e delle Raccomandazioni dell’OMS: la politica è inerte e continua a rimandare.

L’assessore alla salute Luca Zeni nel 2016 annunciava che l’epidurale sarebbe stata introdotta all’ospedale S. Chiara, eppure allo stato attuale la partoanalgesia è assicurata quasi esclusivamente all’ospedale di Cles. Rovereto, seconda città per grandezza con 40.000 abitanti, manca all’appello. Suona strano che il PD, per bocca di un’assessore donna (ci riferiamo a Sara Ferrari), si dichiari soddisfatto per l’impegno profuso a beneficio delle donne.

Il tema del dolore delle partorienti viene dunque gestito con le medesime disinformazione e nonchalance messe in campo per modellare altri finti primati. È un dato autoevidente che solo il Movimento 5 Stelle abbia a cuore il problema e insista nel mostrare ai trentini la dura realtà, mentre l’APSS e la maggioranza sono a quanto pare coalizzate nel trascurare sia i cittadini che le categorie professionali coinvolte.


DETTAGLI DELL’INIZIATIVA

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