Tagli ai servizi postali di 35 comuni italiani. Il presidente Rossi tace

servizi postali insegna

Apprendiamo dalla stampa la conferma del peggioramento dei servizi postali in diverse valli trentine e conseguente creazione di quattro macroaree di distribuzione che saranno operative entro il prossimo 4 dicembre. Prima che si estendesse troppo, il problema era già stato sollevato a fine maggio nell’interrogazione 4568 del Movimento 5 Stelle con riferimento al solo Primiero.

Nell’attesa di una risposta (ad oggi non pervenuta, malgrado sia scaduto il termine massimo), ad onor del vero giungeva risposta all’interrogazione 4332, presentata da un collega di minoranza e simile alla nostra nel contenuto. Preoccupazione di entrambe era il ricevere rassicurazioni circa la salvaguardia del servizio postale nei territori montani ed avere un quadro completo dei cambiamenti ventilati.

La società ha infatti negli ultimi anni avviato interventi riorganizzativi che hanno visto la progressiva chiusura di sportelli o la limitazione del relativo orario di apertura. Pertanto il 19 gennaio 2017 veniva approvata all’unanimità una proposta di mozione per addivenire ad un accordo ed azzerare i disservizi per il cittadino. Rossi metteva nero su bianco che sarebbe stata sua cura “provvedere ad informare il consiglio provinciale dello stato dei lavori, tenuto anche conto dell’impegno assunto con la mozione sopra richiamata”.

La promessa non è stata rispettata e parimenti è caduto nel vuoto l’appello con cui pregavamo il Presidente di muoversi urgentemente, come fatto in modo avveduto dalla Provincia di Bolzano mediante specifica Convenzione con Poste Italiane, al fine di evitare qualsiasi situazione critica. Invece ora si viene a sapere che Poste Italiane hanno già deciso cosa fare.

L’articolo 5 comma 5 del Contratto di Programma tra il ministero dello Sviluppo economico e Poste Italiane prevede che la società si impegni a valutare prioritariamente eventuali iniziative degli enti ed istituzioni (…) che possano potenziare l’offerta complessiva dei servizi in specifici ambiti territoriali, anche al fine di valorizzare la capillarità degli uffici postali”.

Le anomalie del caso sono molte. In ordine casuale: perchè Rossi si è sottratto all’impegno di riferire al Consiglio il prosieguo degli accordi? perchè Poste Italiane decide di prendere una decisione unilaterale, venendo meno agli obblighi contenuti nell’articolo 5 del Contratto di Programma? esiste forse un nuovo compromesso confidenziale tra Provincia e Poste Italiane di cui non siamo a conoscenza e che prevede la tacita rottura del tavolo di confronto bilaterale? Attendiamo chiarimenti.


DETTAGLI DELL’INIZIATIVA

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